Regolamento

REGOLAMENTO INTERNO DELLA “ARCICONFRATERNITA
DI SAN CALOGERO EREMITA”

Art. 1
L’Abito di Rito dei Confratelli
Negli atti ufficiali, nelle processioni e funzioni solenni i Confratelli indossano il loro Abito di Rito e precisamente: una veste bianca cinta ai fianchi da una cintura nera di cuoio, pazienza di colore nero con bordo dorato e un medaglione; eccetto il Presidente ed i Confrati Fondatori, che potranno portare la cocolla (sopravveste con cappuccio) di colore nero con bordo dorato.

Art. 2
La Preghiera
Elemento fondamentale della Confraternita è la preghiera. Ogni impegno deve essere sostenuto dal desiderio di aprire i nostri orizzonti e il nostro cuore al Dio della nostra vita. Siamo fatti ad immagine di Dio: “Ci hai fatti per Te e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te” (Conf. 1.1). La preghiera è dialogo sereno con il Signore che ci conosce. Egli ascolta i nostri sospiri ed esaudisce i nostri desideri.
Pertanto la Confraternita si assume l’impegno di non tralasciare mai questo dialogo sereno e filiale che è cibo per la sua anima.
La preghiera ufficiale della Chiesa sarà la preghiera ufficiale della Confraternita, cioè la Liturgia delle Ore e in modo particolare la recita delle Lodi e dei Vespri.
Al significato e alla recita della Liturgia delle Ore si dedicheranno le riunioni iniziali di formazione. Si riscoprirà la preghiera dei Salmi e il concetto di preghiera intesa non come devozione privata, o delegata al clero, ma come preghiera pubblica e ufficiale della Chiesa.
L’ideale è giungere alla preghiera recitata insieme quando ci si incontra. Ma è lodevole l’impegno che ogni singolo Confratello si educhi alla recita privata delle Lodi e dei Vespri.

Art. 3
La Liturgia
La Confraternita avrà particolare attenzione verso la liturgia. “La liturgia è il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e, insieme, la fonte da cui promana tutta la sua virtù. Dalla liturgia, dunque, e particolarmente dall’Eucaristia, deriva in noi, come da sorgente, la grazia, e si ottiene, con la massima efficacia, quella santificazione degli uomini e glorificazione di Dio in Cristo, verso la quale convergono, come loro fine, tutte le altre attività della Chiesa” (SC 10). Vivere la liturgia in prima persona è partecipare all’incontro con Cristo. Dalla liturgia se ne trae la forza per la vita.

a) La Confraternita curerà con amore e con passione le celebrazioni liturgiche che si svolgeranno nella chiesa di San Calogero a Roma. Questa esperienza personale e comunitaria deve spingere la Confraternita alla carità, cioè al bene verso i fratelli.

b) Alla vita liturgica si accederà con incontri di formazione spirituale-culturale e con incontri di educazione rubricale e di pratica. Tali incontri educheranno i fratelli:
– al servizio all’altare;
– all’animazione liturgica;
– all’organizzazione delle feste e delle solennità.

c) Ogni domenica del tempo per annum e dei tempi forti i Confratelli animeranno le celebrazioni eucaristiche. A tali celebrazioni parteciperanno un numero sufficiente per il servizio dignitoso all’altare.
Nelle solennità e nelle feste celebrate in chiesa tutti i Confratelli che sono liberi da impegni animeranno le celebrazioni previste.

Art. 4
L’ammissione a confrate
Dopo l’ammissione, i candidati partecipano ad un periodo di prova. In tale periodo vengono introdotti alla vita della preghiera, della liturgia e della carità. Agli incontri mensili se ne affiancheranno altri, se necessario, soprattutto nei tempi forti della liturgia.
Possono far parte del corpo giovanile dei Confrati Aspiranti, anche i ragazzi al di sotto di 14 anni di età, purché appartenenti al gruppo parrocchiale dei Ministranti o altro gruppo di Iniziazione Cristiana.

Art. 5
Celebrazione di ingresso

L’ingresso al periodo di prova prevede una celebrazione liturgica sobria in cui i candidati riceveranno la veste bianca e la cintura. Sarà loro cura indossare una camicia bianca sotto la veste.

Art. 6
Celebrazione di vestizione
Nella domenica dell’Ascensione di Nostro Signore, successiva al periodo di prova del Confrate, durante una celebrazione liturgica solenne, avverrà l’ingresso dei candidati nella Confraternita ufficializzato dalla loro iscrizione nel registro dei Confratelli. Nel rito di ingresso dopo la Liturgia della Parola e l’omelia verranno consegnati la pazienza, il medaglione ed il libro delle Ore (Lodi e Vespri). L’abbraccio di pace con i Confratelli sarà il segno dell’accoglienza dei nuovi candidati.

Art. 7
Morte di un confrate
Alla notizia della morte di un Confratello, il Presidente della Confraternita farà subito celebrare una S. Messa in suo suffragio ed i Confratelli sono pregati di partecipare ai funerali.

Art. 8
I candidati a Consigliere
Sono candidati alla carica di Consigliere coloro che sono iscritti nella Confraternita da almeno tre anni. Non sono eleggibili coloro che occupano compiti direttivi nei partiti politici o abbiano incarichi di pubblica amministrazione (cfr. can. 317,4).

Art. 9
Il Presidente
Suo impegno sarà quello di moderatore della Confraternita e ne ha la legale rappresentanza. Dovendo essere di guida a tutti i Confratelli con la parola e con l’esempio, dovrà tenere una spiccata condotta religiosa, morale e civile. Compiti del Presidente sono:
a) Convocare il Consiglio e l’Assemblea fissandone l’ordine del giorno;
b) presiedere le riunioni ordinarie e straordinarie e firmare i relativi
verbali unitamente al segretario;
c) coordinare l’attività della Confraternita;
d) curare e mantenere i rapporti con le autorità religiose e civili;
e) curare gli interessi materiali e spirituali della Confraternita con la
premura e la diligenza di un buon padre di famiglia.

Art. 10
Il Vice Presidente
Ha il compito di aiutare il Presidente in tutto ciò che riguarda il bene della Confraternita e lo sostituisce qualora per qualsiasi motivo fosse assente.

Art. 11
Il Segretario Tesoriere
Collabora in modo diretto con il Presidente, il Padre Spirituale e il Consiglio, ha il compito di:
a) compilare l’ordine del giorno delle riunioni e degli incontri;
b) redigere i verbali delle riunioni;
c) tenere aggiornato il registro degli iscritti alla Confraternita;
d) controfirmare tutti gli atti del Consiglio e dell’Assemblea;
e) fare l’appello nelle varie riunioni;
f) firmare i mandati di pagamento della Confraternita, insieme al
Presidente;
g) avvisare i confratelli circa le attività della confraternita.
Inoltre è suo compito:
1) riscuotere le quote dei Confratelli;
2) provvedere all’incasso di offerte e crediti ed effettuare gli
eventuali pagamenti, sempre d’accordo col Presidente;
3) registrare i movimenti di cassa rendendo conto di tutto al
Consiglio e tenere in ordine i registri e i documenti
relativi alle entrate e alle uscite.

Art. 12
Collegio dei Revisori dei Conti
Il Collegio dei Revisori dei Conti è costituito da:
un Presidente;
due membri effettivi;
due membri supplenti.
Il Collegio dei Revisori dei Conti, convocato dal Presidente, è validamente costituito se con il Presidente sono presenti due membri.
I membri supplenti intervengono alle sedute in caso d’assenza o d’impedimento dei membri effettivi.
Il Collegio dei Revisori dei Conti si riunisce almeno due volte l’anno per la verifica dei conti.
Il verbale delle riunioni è firmato da tutti gli intervenuti.

Art. 13
Il Maestro delle Cerimonie
Viene istituito il MAESTRO DELLE CERIMONIE, il quale ha il compito di formare i Confratelli alle celebrazioni liturgiche. Avrà cura, aiutato dal Padre Spirituale, ad insegnare ai Confratelli la struttura e il servizio delle cerimonie. E’ suo compito animare i Confratelli e far sì che ogni domenica sia garantito – con un turno concordato con il Presidente – il servizio liturgico. Nelle grandi solennità e nelle processioni, in armonia con il Presidente, stabilirà i nominativi per il servizio all’altare. Avrà particolare cura della processione. Nelle Solennità, se lo ritiene opportuno, potrà essere aiutato da alcuni Confratelli, previo il consenso del Presidente. Deve curare l’ordine e il decoro dell’abito della Confraternita e curarne l’inventario.

Art. 14
Il Consigliere Spirituale
Viene nominato dall’Ordinario diocesano su indicazione della Confraternita di San Calogero. Non ha diritto di voto ma deve essere l’anima di ogni attività della Confraternita, come Padre spirituale di tutti. Deve favorire al massimo l’armonia tra i Confratelli e interessarsi della loro formazione cristiana.
Ogni anno nell’Assemblea della Confraternita, che si tiene a novembre, celebra una S. Messa per tutti i Confratelli defunti o per le intenzioni che verranno a lui proposte dal Presidente della Confraternita. E’ compito del Consigliere Spirituale trasmettere all’Ordinario diocesano, entro otto giorni, copia del verbale del Consiglio o dell’Assemblea in tutti quei casi nei quali si richieda l’autorizzazione o l’approvazione dell’Ordinario.

Art. 15
I Consiglieri
Collaborano col Presidente e gli altri membri del Consiglio Direttivo per la buona conduzione materiale e spirituale della Confraternita.

Art. 16
Organo competente a indire le elezioni
Le elezioni per la costituzione del Consiglio della Confraternita sono indette dall’Ordinario Diocesano, mediante apposito editto, che verrà esposto per due domeniche di seguito nella bacheca, all’interno della Chiesa sede della Confraternita.

Art. 17
Diritto di elettorato
L’elettorato attivo e passivo spetta ai Confratelli, ai sensi di quanto stabilito dagli artt. 5 e 6 dello Statuto.

Art. 18
Costituzione della Commissione Elettorale
La Commissione Elettorale, nominata dal Consiglio della Confraternita, è composta da tre Confratelli.
La Commissione Elettorale è presieduta da uno dei suoi membri eletto a maggioranza assoluta dai suoi componenti.
Le funzioni di Segretario sono svolte da un membro designato dal Presidente.
La Commissione è nominata non oltre il trentesimo (30°) giorno antecedente a quello fissato per le votazioni.
Tutte le decisioni della Commissione Elettorale sono prese a maggioranza.

Art. 19
Funzioni della Commissione Elettorale
La Commissione Elettorale forma o aggiorna l’elenco dei Confratelli.
Gli elenchi debbono recare cognome, nome, data e luogo di nascita delle persone che vi sono iscritte.
Gli elenchi devono essere depositati non oltre il 20° giorno antecedente a quello fissato per le votazioni.
Tali elenchi devono essere vistati dal competente ufficio della Curia.

Art. 20
Ricorsi contro l’erronea compilazione degli elenchi
Avverso l’erronea compilazione degli elenchi è ammesso ricorso da parte degli interessati, entro il termine perentorio di dieci giorni dalla data di deposito degli elenchi stessi.
La Commissione decide entro i successivi cinque giorni sulla base della documentazione prodotta dagli interessati e dagli atti acquisiti dall’ufficio.
Gli elenchi definitivi sono rimessi ai seggi elettorali (all’atto del loro insediamento), i quali sono tenuti ad esporli, perché tutti ne possano prendere visione.

Art. 21
Costituzione, composizione e nomina dei seggi elettorali
Almeno cinque giorni prima della data delle elezioni viene costituito il seggio elettorale composto da tre membri: un Presidente, nominato dall’Ordinario Diocesano, e due Scrutatori di cui uno funge da Segretario, scelti dal Presidente fra i Confratelli

Art. 22
Validità delle deliberazioni dei seggi elettorali
Tutte le decisioni del seggio elettorale sono prese a maggioranza dei presenti.
In caso di parità prevale il voto del Presidente.

Art. 23
Predisposizione delle schede
Le schede, per l’espressione del voto, devono essere costituite da fogli di uguale grandezza e colore, recanti il timbro della Confraternita e vidimate dal Presidente.
Qualora la vidimazione non avvenga lo stesso giorno delle votazioni, le schede vidimate devono essere custodite in plichi sigillati.

Art. 24
Modalità delle votazioni
Le votazioni si svolgono in una sola giornata, secondo l’orario stabilito dall’editto.
Nel locale adibito alle votazioni deve essere determinato lo spazio riservato al pubblico, lo spazio riservato ai componenti del seggio e lo spazio riservato ai votanti.
In prima convocazione non si potrà procedere all’elezione se non saranno presenti almeno i due terzi dei Confratelli; dalla seconda convocazione basterà anche la presenza della metà più uno.
Il voto viene espresso personalmente da ciascun elettore mediante l’indicazione del cognome o del numero della persona prescelta.
Ogni elettore può esprimere non più di tre preferenze.
A parità di voti, risulterà eletto il Confratello con maggiore anzianità nella Confraternita, o, in mancanza di elementi certi in tal senso, il Confratello più anziano di età.
Nella elezione del Presidente, per il quale verrà espresso un solo voto, per due votazioni ci si attenga alla maggioranza dei due terzi, nella terza si segue il criterio della metà più uno, nella quarta della maggioranza relativa.

Art. 25
Operazioni di scrutinio
Le operazioni di scrutinio hanno inizio immediatamente dopo la chiusura delle votazioni e non possono essere interrotte fino al loro compimento.
Delle operazioni di scrutinio viene redatto processo verbale in duplice originale, che è sottoscritto in ogni foglio dal Presidente e dagli Scrutatori.
Da detto processo verbale devono in particolare risultare i seguenti dati:
Il numero degli elettori e quello dei votanti;
Il numero dei voti di preferenza riportati da ciascun candidato.
Un esemplare dei verbali compilati dal seggio, resta depositato presso l’archivio della Confraternita, l’altro esemplare, in busta chiusa, va rimesso subito al competente Ufficio di Curia.

Art. 26
Proclamazione degli eletti
Concluse le predette operazioni, il Presidente procede alla proclamazione degli eletti, che verranno immessi in carica dopo la conferma da parte dell’Ordinario Diocesano ( Can. 317 del C.J.C. ).

Art. 27
Controversie
Per eventuali controversie è competente l’Ordinario Diocesano.

Art. 28
Norme generali
Per quanto non previsto dal presente Statuto o dal Regolamento interno valgono le norme di Diritto canonico e quelle emanate dall’autorità ecclesiastica, tenendo ben presente che solo all’Ordinario diocesano compete l’interpretazione autentica dello Statuto o la modifica di esso (Can. 314) o eventuali deroghe.
Il Codice di Diritto Canonico (Lib. II, P.I, cap. IV) dà norme speciali per le associazioni di laici. Le riportiamo in questo Statuto nel loro testo integrale come completamento prezioso di quanto sopra è stato indicato:
Can. 327 – I fedeli laici tengano in grande considerazione le associazioni costituite per i fini spirituali di cui al can. 298, specialmente quelle che si propongono di animare mediante lo spirito cristiano le realtà temporali e in tal modo favoriscono intensamente un rapporto più intimo tra fede e vita.
Can. 328 – Coloro che dirigono le associazioni di laici, anche quelle erette in forza di un privilegio apostolico, facciano in modo che le proprie associazioni collaborino, dove ciò risulta opportuno, con altre associazioni di fedeli e che sostengano volentieri le diverse opere cristiane, soprattutto quelle esistenti nello stesso territorio.
Can. 329 – I moderatori delle associazioni di laici facciano in modo che i membri dell’associazione siano debitamente formati nell’esercizio dell’apostolato specificamente laicale.